Centro CUP: 0815663350
(Lun-Ven 8:00-16:00)
policlinico

Le malattie

Miastenia Gravis

La miastenia gravis (MG) è una malattia autoimmune che interferisce con la normale comunicazione tra nervi e muscoli (placca neuromuscolare). Nel paziente con MG, il sistema immunitario produce anticorpi che colpiscono i recettori presenti sulla superficie dei muscoli, impedendo al segnale nervoso di attivare correttamente la contrazione.

Questo provoca debolezza muscolare che tende a “fluttuare”, peggiorando con l’attività e migliorando con il riposo. È una condizione rara, ma oggi è molto più riconosciuta e trattabile rispetto al passato.

neuroimmunologia
Clinica
Diagnosi
Terapia
Altri disturbi

La MG può esordire a qualsiasi età, ma più frequentemente si concentra in due fasce di età: seconda-terza decade di vita (20-30 anni), età in cui interessa maggiormente il sesso femminile, e sesta-ottava decade di vita (60-80 anni), in cui, invece, è più frequente nel sesso maschile.

 

La caratteristica principale della debolezza muscolare (faticabilità) causata dalla MG è la “fluttuazione”: i sintomi sono più lievi al mattino, peggiorano progressivamente durante la giornata o dopo esercizio fisico, e migliorano dopo riposo. La debolezza muscolare può colpire qualsiasi muscolo volontario del corpo.

 

Di conseguenza, i sintomi della malattia sono molto variabili ed includono:

 

  • Sintomi oculari: sono i più frequenti e spesso i primi a comparire; l’asimmetria è comune, vale a dire un occhio può essere più colpito dell’altro. Sono rappresentati da ptosi palpebrale (palpebra che si abbassa), diplopia (visione doppia) che scompare chiudendo un occhio, sensazione di visione “sfocata”, soprattutto nei momenti iniziali del disturbo.
  • Alterazioni della parola, della masticazione e della deglutizione: la debolezza dei muscoli del volto e del cavo orale può causare: voce nasale (come quando si ha il raffreddore) o debole; difficoltà a parlare a lungo; stanchezza nel masticare, soprattutto cibi duri; difficoltà a deglutire, soprattutto i liquidi, con rischio di soffocamento, rigurgito nasale o, nei pazienti più fragili, rischio di aspirazione polmonare e conseguente polmonite; impossibilità a mantenere la bocca chiusa senza sforzo
  • Riduzione dell’espressività facciale: molti pazienti riferiscono una perdita del sorriso. La debolezza dei muscoli mimici può dare un aspetto più serio, meno espressivo, con un sorriso incompleto (“myasthenic sneer”)
  • Debolezza di collo e arti: caratteristiche frequenti della MG generalizzata, che si manifestano con: “testa cadente” (vale a dire difficoltà a mantenere la testa sollevata), difficoltà nel sollevare le braccia, difficoltà a salire le scale o alzarsi da una sedia. La debolezza può essere asimmetrica e variabile nell’arco della giornata e da un giorno all’altro.
  • Difficoltà respiratorie: rappresentano gli aspetti più gravi della MG e, talvolta, sono i sintomi di esordio della malattia: affanno con piccoli sforzi (percorrere un breve tratto pianeggiante, vestirsi, mangiare, parlare), difficoltà a respirare da sdraiati e/o seduti. Possono peggiorare rapidamente (nel corso di alcuni giorni) fino ad arrivare alla crisi miastenica, un’emergenza medica, che può richiedere supporto respiratorio.

 

Quando contattare rapidamente il medico

 

È importante chiedere aiuto immediato in caso di:

  • difficoltà respiratoria
  • incapacità di deglutire
  • voce che peggiora rapidamente
  • peggioramento della vista improvviso

Nel percorso diagnostico della Miastenia Gravis ha un ruolo fondamentale la visita neurologica, per poi approfondire con esami di laboratorio e neurofisiologici.

 

Durante la valutazione clinica, il neurologo verifica l’eventuale presenza di:

  • ptosi palpebrale che peggiora con lo sforzo
  • visione doppia
  • difficoltà nel parlare (disartria)
  • debolezza del collo
  • debolezza degli arti, spesso più intensa nel pomeriggio o dopo attività.

 

Un test semplice e rapido che il medico può eseguire già durante la visita clinica è l’”ice pack test” (test del ghiaccio), utile quando è presente ptosi palpebrale. Come funziona:

  • si misura la ptosi iniziale
  • si applica ghiaccio sulla palpebra per 2 minuti
  • si valuta se la palpebra si solleva temporaneamente

 

Un miglioramento indica che la trasmissione neuromuscolare è alterata. È un test rapido e non invasivo, ma non definitivo.

 

La visita è utile per orientare verso il sospetto di MG e determina quali test effettuare successivamente.

 

Esami del sangue: ricerca degli autoanticorpi

 

Questi test sono fondamentali e rappresentano la prima conferma diagnostica. Sono indirizzati a ricercare gli anticorpi che causano la malattia. Ad oggi, sono noti 3 tipi di autoanticorpi:

 

  • anticorpi anti-recettore dell’acetilcolina (AChR), presenti nell’80–90% dei pazienti con MG generalizzata e nel 40–70% delle forme oculari
  • anticorpi anti-MuSK, presenti nel 40–50% dei casi AChR-negativi
  • anticorpi anti-LRP4, meno frequenti (1–10%), ma utili nei casi controversi.

 

Chi risulta negativo a tutti questi test può comunque avere MG: si parla di miastenia sieronegativa.

 

Esami neurofisiologici

 

Stimolazione nervosa ripetitiva (RNS) Si stimola ripetutamente un nervo e si misura la risposta del muscolo.

 

  • nella MG la risposta muscolare diminuisce progressivamente
  • positivo nel 75–80% dei casi generalizzati, ma meno nelle forme oculari

 

EMG di singola fibra (SFEMG)

 

Misura la “variabilità” del segnale tra fibre muscolari, che aumenta quando la trasmissione è compromessa. Positivo nel 90–99% delle forme generalizzate e nell’80–95% delle forme oculari

 

Imaging del torace

 

I pazienti con MG AChR-positiva devono eseguire una TC con mezzo di contrasto o risonanza magnetica del torace per verificare la presenza di alterazioni del timo (timoma o iperplasia timica), una ghiandola presente nel torace che normalmente, con la crescita, si riduce di dimensioni.

 

Circa il 15% dei pazienti AChR-positivi ha un timoma.

Come si cura la Miastenia Gravis?

 

La Miastenia Gravis oggi è una malattia che, nella grande maggioranza dei casi, può essere controllata molto bene. L’obiettivo delle cure è permettere alla persona di condurre una vita il più possibile normale, riducendo la debolezza muscolare e prevenendo le crisi.
Le terapie disponibili si dividono in:

 

  • farmaci sintomatici, che migliorano la forza muscolare;
  • farmaci che modificano la malattia (“disease modifying”), agendo sul sistema immunitario;
  • terapie di salvataggio, usate nelle fasi di peggioramento rapido o nelle emergenze.

 

Il tipo di trattamento viene scelto anche in base al tipo di anticorpi responsabili della malattia.

 

Miastenia Gravis con anticorpi anti-recettore dell’acetilcolina (AChR)

 

È la forma più frequente.

Terapia sintomatica

 

Il primo farmaco utilizzato è quasi sempre la piridostigmina. Agisce rapidamente (in circa 20–30 minuti) e migliora la forza muscolare per alcune ore, per questo va assunta più volte al giorno. Gli effetti collaterali più comuni sono disturbi gastrointestinali o crampi muscolari, in genere facilmente controllabili.

 

Terapia immunomodulante (disease modifying)

 

Se la piridostigmina non è sufficiente, si aggiungono farmaci che riducono l’attacco del sistema immunitario, come:

 

  • cortisone (come il prednisone),
  • immunosoppressori tradizionali (azatioprina, micofenolato mofetile, tacrolimus).

 

Nelle forme più gravi o resistenti sono oggi disponibili farmaci biologici mirati, come:

 

  • eculizumab, ravulizumab o zilucoplan (che bloccano il complemento)
  • efgartigimod o rozanolixizumab (che riducono gli anticorpi circolanti)

 

Questi trattamenti sono riservati a situazioni selezionate e vengono gestiti in centri specialistici.

 

Chirurgia del timo

La timectomia (rimozione chirurgica del timo) è indicata:

 

  • sempre in presenza di timoma,
  • in molti pazienti giovani (<60 anni) con miastenia generalizzata AChR-positiva, perché può migliorare i sintomi e ridurre il bisogno di farmaci nel lungo periodo.

 

Miastenia Gravis con anticorpi anti-MuSK

Questa forma ha alcune caratteristiche specifiche.

La piridostigmina può essere meno efficace o meno tollerata rispetto alla forma AChR-positiva.
Il trattamento si basa soprattutto su:

 

  • cortisone
  • immunosoppressori.

 

L’unico farmaco biologico approvato in questa forma di miastenia è il Rozanolixizumab.

 

Nelle forme moderate-gravi o difficili da controllare, il Rituximab, farmaco biologico che agisce su alcune cellule del sistema immunitario chiamati linfociti B, è spesso molto efficace (farmaco in off-label).

 

La timectomia, in assenza di timoma, di solito non è indicata nella miastenia MuSK-positiva.

 

Miastenia Gravis sieronegativa

 

In questi pazienti non si rilevano anticorpi noti, ma la malattia si comporta in modo simile alle forme AChR-positive.

 

La strategia terapeutica comprende:

 

  • piridostigmina come primo passo,
  • cortisone e immunosoppressori se i sintomi non sono ben controllati.

 

La risposta alle terapie è spesso buona. La decisione sulla timectomia viene valutata caso per caso, soprattutto nei pazienti giovani con malattia generalizzata.

 

Terapie di salvataggio e crisi miastenica

 

In caso di peggioramento rapido dei sintomi o di crisi miastenica, si utilizzano trattamenti ad azione rapida:

 

  • plasmaferesi, che rimuove gli anticorpi dal sangue,
  • immunoglobuline endovena (IVIG).

 

Queste terapie agiscono in pochi giorni, ma l’effetto è temporaneo (alcune settimane).
Nei casi più gravi può essere necessario un supporto ventilatorio, invasivo o non invasivo, fino alla stabilizzazione clinica.

 

Terapia della miastenia oculare

 

Il primo trattamento utilizzato è in genere la piridostigmina, che può ridurre la ptosi e la visione doppia, anche se l’efficacia sui muscoli oculari può essere parziale.

 

Quando i sintomi non sono adeguatamente controllati o risultano particolarmente invalidanti, si ricorre a una terapia immunomodulante, solitamente con cortisone. Spesso vengono utilizzate dosi basse o moderate, che possono essere sufficienti a ottenere un buon controllo dei disturbi oculari, limitando gli effetti collaterali. Se necessario, soprattutto nei trattamenti più prolungati, il cortisone può essere associato a immunosoppressori tradizionali come azatioprina o micofenolato mofetile.

 

Le terapie di salvataggio (immunoglobuline endovena o plasmaferesi) sono raramente necessarie nella miastenia oculare isolata e vengono riservate a situazioni particolari.

 

Nei pazienti con miastenia oculare AChR-positiva, la timectomia può essere considerata in casi selezionati, soprattutto se la risposta alla terapia farmacologica è insoddisfacente.

 

Il trattamento viene sempre personalizzato e rivalutato nel tempo, con l’obiettivo di controllare i sintomi con la terapia meno invasiva possibile

 

Farmaci da evitare

 

Alcuni medicinali possono peggiorare i sintomi della miastenia. È opportuno, quindi, evitare i farmaci controindicati e seguire sempre le indicazioni del medico (medico di medicina generale o neurologo di fiducia) prima di assumere un nuovo medicinale (lista farmaci).

Altri disturbi della giunzione neuromuscolare

 

La MG è solo una delle patologie che colpiscono la giunzione neuromuscolare, un gruppo più ampio di malattie, con cause differenti, ma che si manifestano in modo simile. Distinguerle è importante per impostare la corretta terapia. In questo gruppo di patologie ricordiamo:

 

  • Sindromi Miasteniche Congenite (CMS), malattie genetiche ereditarie causate da mutazioni in geni che regolano il funzionamento della giunzione neuromuscolare. Non vengono causate da anticorpi e non sono contagiose. In genere si manifestano già alla nascita o dalla prima infanzia, ma possono esordire a qualsiasi età. Alcune forme peggiorano con farmaci che invece aiutano nella miastenia gravis. Per questo la diagnosi genetica è essenziale.
  • Miastenia Neonatale Transitoria, una condizione non permanente che può colpire alcuni neonati nati da mamme con MG. Gli anticorpi materni passano al bambino durante la gravidanza e riducono temporaneamente la forza muscolare. Esordisce entro poche ore o giorni dalla nascita, ma quasi tutti i bambini, se ben trattati (supporto respiratorio se serve, alimentazione assistita con “tubicino”, neostigmina prima dei pasti) guariscono entro 2 mesi.
  • Botulismo, una malattia rara, ma che può essere molto seria. È causato da una tossina, prodotta dal batterio Clostridium botulinum, che blocca la comunicazione tra nervi e muscoli e può portare a paralisi. Se la paralisi colpisce i muscoli respiratori, la patologia può essere fatale: per questo è fondamentale riconoscere tempestivamente i sintomi. La trasmissione della tossina o del batterio può avvenire per via alimentare, tramite l’ingestione di cibi preparati e/o conservati in modo scorretto (es. conserve fatte in casa mal sterilizzate, cibi fermentati, pesce conservato, alimenti conservati male) o attraverso ferite (contaminate, ad esempio da terreno). Esiste poi il botulismo del neonato, che colpisce solo i bambini sotto 12 mesi di età ed è tipicamente dovuto all’ingestione di miele che può contenere le spore del batterio.
    Mai dare miele ai bambini sotto l’anno.
    I sintomi del botulismo compaiono in genere 12–36 ore dopo l’esposizione, ma a volte anche più tardi. Coinvolgono prima i muscoli del distretto testa-collo (visione doppia, palpebra cadente, difficoltà a parlare e deglutire) e poi quelli del corpo (paralisi discendente). Di solito non c’è febbre, la sensibilità è normale (il paziente sente tatto e dolore), la persona resta lucida e vigile.
  • Sindrome Miastenica di Lambert-Eaton (LEMS), come la MG, è una malattia autoimmune rara, provocata da autoanticorpi che attaccano i nervi, impedendo loro di rilasciare una sostanza importante per determinare la contrazione muscolare, chiamata acetilcolina.
    Si sviluppa lentamente e ha tre gruppi di sintomi: debolezza muscolare, che inizia alle gambe, con difficoltà ad alzarsi dalla sedia, salire scale, camminare a lungo; sintomi oculari o del volto (palpebre cadenti, visione doppia, difficoltà a parlare o deglutire), più rari rispetto all’MG; sintomi autonomici (bocca secca, stitichezza, difficoltà erettile, pupille poco reattive alla luce).
    In molti casi può essere collegata a un tumore del polmone (carcinoma polmonare a piccole cellule), quindi è sempre importante cercarlo al momento della diagnosi.

Partnership e link utili

Una rete di partner qualificati sostiene il nostro lavoro e contribuisce allo sviluppo di servizi sempre più innovativi.